Le nostre vacanze: un bel giro di Walser

Che poi cosa mai avranno in comune Lucio Dalla, i dialetti tedeschi, il metronomo, un’alluvione, un cappello piumato, i Pink Floyd, la lucanica e una tempesta di vento? Semplice, le nostre vacanze!

La prima tappa fu Alagna Val Sesia, sotto il Monte Rosa: con una montagna “selvatica”, che parte subito ripida, e sale in fretta, senza concedere nulla a comode passeggiate in falsopiano. Ma, in cambio, poca gente, tanto verde, un po’ di arte (cappellette devozionali ben affrescate praticamente ovunque), gente alla mano e un turismo di sostanza. E senza dimenticare il Sacro Monte di Varallo, visitato fra tuoni e fulmini (ma illuminare un po’ le cappelle, non se ne parla proprio?). Cosa interessante, l’alta Valle è il regno dei Walser: i discendenti di un gruppo di contadini di origine tedesca che, fra il 1200 e il 1300, calarono in Val Sesia per colonizzare le terre alte. I Walser si distinguono, ormai, solamente per i cognomi e il dialetto, di evidenti profumi tedeschi, e per le loro case, fra fienili e baite altoatesine. Negli ultimi anni qualcuno ha portato queste forme anche al cimitero dove – al posto della lapide – sbucano riproduzioni in miniatura (e rigorosamente in legno) della casa del proprietario, ormai de-cuius. Continua a leggere “Le nostre vacanze: un bel giro di Walser” →

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Terminata la rubrica temporanea “Canta che ti passa”, prima di riprendere il ritmo pre-lockdown aderisco alla proposta del blog Serial escape, e provvedo ad elencare le risposte alle sue 6 domande, tutte incentrate sull’arte e la follia di “fare il blogger”.

Le mie risposte saranno quelle di un neofita, avendo aperto il mio blog da poco più di 16 mesi: ma andiamo!

  1. Perché hai aperto un blog? Mah, soprattutto per due motivi: a) trovare qualche altro appassionato di musica come me…ma non troppo come me! In fondo si comunica non solo per guardarsi allo specchio, ma anche per imparare cose nuove. E di cose nuove, nei blog con cui pian piano sto venendo in contatto, ne ho trovate, e di gustose. b) per esercitare la mia scrittura, imparare la sintesi (tendo infatti a parlare e scrivere troppo), e – con la scusa di scriverci su – approfondire gruppi, generi e album che conosco poco.
  2. Qual è l’articolo di cui sei più orgoglioso? Il primo, quello su Ivan Graziani, perchè… appunto, è stato il primo, e ci ho messo un po’ di coraggio; quello su Bill Fay, perché legato a un momento di superamento del dolore; e il “Vaffa Day”, molto liberatorio!
  3. Qual è il tuo articolo più visualizzato? Quello su “Scacchi e musica”: un po’ inaspettatamente, anche perché a fronte di oltre 200 visualizzazioni (per me, un record!) ha racimolato 1 like e 1 commento… Si vede che non piace: oppure è consultato come mero mordi-e-fuggi.
  4. Il tuo blog si è trasformato rispetto agli inizi? Pian piano sì: ho imparato ad essere più conciso, meno “impostato” e più free.
  5. Qual è il tuo prossimo obiettivo da raggiungere col blog? Pur mantenendo l’impostazione originale, ogni tanto evadere dalla “musica” per parlare anche di altro, come cinema e attualità.
  6. Consigli alle persone di aprirsi un blog? Se vogliono sbattersi e avere meno tempo libero sì! Ma alla fine ne val la pena, dai…

Ciao!

Vaffa Day #1

Oggi, compleanno.

E visto che chi invecchia diventa, quasi per definizione, più petulante e malmostoso, perché dovrei sfuggire alla regola? Non che sia un hater, un grillino o un Cruciani-boy: ma ogni tanto le balle girano pure a me.

E, quindi, do inizio al primo “Vaffa Day”! (tanto la scusa del rincoglionimento ce l’ho)

Un bel vaffa innanzitutto a Francesco Facchinetti, che fieramente sostiene: “Ho cambiato canale al Concerto del 1° Maggio quando ho sentito intonare “Bella Ciao”: è una canzone divisiva”.

Un altro a Paul McCartney, con quei capelli color orso, che se ne viene fuori con questa bella riflessione: “Di fronte all’omicidio di Lennon, pensai che ora John sarebbe diventato un martire: anche io, George e Ringo eravamo Beatles come John, ma dopo l’omicidio i Beatles sarebbero diventati solo Lennon”. Potevano proprio evitare di ammazzarlo, perbacco, che mancanza di delicatezza!

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