Domani avvenne: da lunedì 8 giugno 2020 a domenica 14 giugno

8 Giugno 1967: il singolo “A Wither Shade of Pale“, degli inglesi Procol Harum, a poco meno di un mese dalla pubblicazione, raggiunge il primo posto della classifica britannica. Basato su una libera variazione della bachiana “Aria sulla quarta corda”, il brano è un successo planetario, oggetto di infinite cover: in Italia è famosa l’interpretazione dei Dik Dik dal titolo di “Senza luce” (testo di Mogol).

9 Giugno 1941: a Leicester (UK) nasce Jonathan “Jon” Lord. Figlio d’arte, si avvicina al pianoforte classico (conseguirà più tardi il diploma al conservatorio), per poi passare al jazz e al pop: l’incontro con l’organo Hammond, di cui diventa uno dei maggiori innovatori, segna la sua carriera. Jon amplifica l’organo attraverso l’amplificatore Marshall, tradizionalmente usato dai chitarristi, fino a ottenere un sound grintoso e ficcante. Con l’ingresso nei Deep Purple, avvenuto nel 1968, si completa il suo apprendistato: la firma su grandi classici della band, le cavalcate strumentali, i duetti con Ritchie Blackmore sono ormai leggendari. Ma non vanno dimenticate le sue incursioni nel rock orchestrale (“Concerto for Group and Orchestra”, “Sarabande”), e la partecipazione nei Whitesnake di David Coverdale.

10 Giugno 1961: a Dayton (Ohio) vede la luce Kimberly “Kim” Deal. In piena adolescenza fonda una band folk rock e inizia a comporre canzoni. Trasferita a Boston, nel 1986 grazie a un annuncio entra in contatto con due aspiranti rocker, e li convince ad assumerla come bassista (strumento di cui è completamente a digiuno), col nome d’arte di  Mrs. John Murphy: sono appena nati i Pixies, geniale gruppo indie apprezzato da Nirvana, David Bowie e U2. Oltre che nei Pixies, la Deal ha anche fondato i Breeders, in cui milita anche la sorella gemella, Kelley.

11 Giugno 1988: al Wembley Stadium di Londra prende il via il Nelson Mandela 70th Birthday Tribute: concerto della durata di 11 ore organizzato con lo scopo di chiedere la scarcerazione del leader anti apartheid Nelson Mandela, nel giorno del suo settantesimo compleanno. Noto anche come “Mandela Day”, è stato trasmesso in mondovisione, eccezion fatta per il Sud Africa, dove ne è stata impedita la visione: fra i partecipanti, Sting, Eurythmics, Simple Minds, Peter Gabriel e Dire Straits.

12 Giugno 1941: a Chelsea (Massachusetts) nasce Armando Antony “Chick” Corea. Di origine calabresi, Chick inizia a suonare durante i primi anni Sessanta in complessi di latin jazz, in qualità di pianista: alla fine del decennio si unisce a Miles Davis, avvicinandosi al piano elettrico Fender di cui diviene un maestro), e nel 1971 fonda i Return to Forever, fra gli alfieri del jazz fusion. La sua carriera lo ha visto vincitore di ben 22 Grammy Award, e collaborare con tutti i grandi della musica mondiale, fra cui Herbie Hancock, John Patitucci, Bobby McFerrin, Stanley Clarke e il nostro Pino Daniele.

13 Giugno 2018: a Nashville (Tennessee), all’età di 87, ci lascia Dominic Joseph “D.J.” Fontana. Batterista di spirito country, presenza fissa al Lousiana Hayride, nel 1954 entra in pianta stabile nella formazione di Elvis Presley, sdoganando definitivamente la batteria (strumento “nero” per eccellenza) nel retrivo mondo del folk di pelle bianca.

14 Giugno 1959: a Venezia, sotto una piantina di marijuana, nasce Gaetano Scardicchio, in arte Sir Oliver Skardy. Cantante e autore, è stato il leader e frontman dei Pitura Freska, reggae band caratterizzata da testi in dialetto veneziano e da forte aderenza al verbo di Marley. Dopo lo scioglimento del gruppo, Skardy ha intrapreso la carriera solista.

Venerdì 13

Ok, oggi non è venerdì 13, ma venerdì 5… E chissenefrega, è anche il mio compleanno, e brutalmente esercito il diritto di scrivere cosa voglio! E, una volta tanto, non parlo di musica!

Dunque, ieri sera – come “regalo” – ho chiesto alla mia compagna di sorbirsi con me “Venerdì 13“, il film del 1980: quello dei ragazzi al campeggio, e del maniaco che li massacra uno per uno. Non il massimo della romanticheria, ok: ma avevo voglia, dopo 30 e passa anni, di rivederlo, e vedere di nascosto l’effetto che fa. E poi GIusi non ama per nulla gli horror: se non ne approfitto al mio compleanno, quando mai?

Per chi non lo sapesse (ma chi non lo sa?) “Venerdì 13” è il capofila degli slasher movie, quelli con un misterioso e truce maniaco omicida, che non risparmiando crudeltà ed efferatezze massacra implacabilmente un gruppo di adolescenti. Narrativamente parlando, qualcosa di così elementare che la favola di Cappuccetto Rosso al confronto sembra l’Ulisse di Joyce. Continua a leggere “Venerdì 13” →

Cowboy Junkies – “The Trinity Session”

Less is more

Mai avuto problemi col rock rumoroso: non quello fracassone per partito preso, intendiamoci… Ma quello dove le chitarre sono ben amplificate, il basso rimbomba nel petto, la batteria scandisce un possente quattro quarti, e la voce ruggisce me gusta mucho. Si, insomma, il “rock” per antonomasia: Led Zeppelin, Stones, Who, Deep Purple e compagnia.

Ma ogni tanto ho il bisogno, quasi fisiologico, di abbassare un po’ i toni, calmare gli spiriti, e entrare in un mood più umanistico. Ecco, oggi – a dispetto del sole, e del calore che inizia a far tremolare l’aria – è una di quelle volte. E quando mi prende la voglia, i fratelli Timmins non mi tradiscono mai. Perché, per chi voglia riposare le orecchie e (come dice una rubrica della Settimana Enigmistica) rinfrancar lo spirito, non c’è di meglio che la quieta mansuetudine dei Cowboy Junkies: e del disco-capolavoro “The Trinity Session“. Un album registrato in un solo giorno, il 27 novembre 1987, presso la Church of the Holy Trinity a Toronto, con l’ausilio di un unico microfono: quando si dice che “less is more”! Continua a leggere “Cowboy Junkies – “The Trinity Session”” →

Domani avvenne: da lunedì 1° giugno 2020 a domenica 7 giugno

1° Giugno 1974: a Ottawa (Canada) nasce Alanis Morissette. A 10 anni si fa notare a un talent show, a 14 è incaricata di cantare l’inno nazionale all’inaugurazione dei campionati mondiali di pattinaggio di figura, e a 16 firma un contratto con la RCA. Dopo un inizio stentato, con “Jagged Little Pill” (1995) la carriera di Alanis conosce una svolta: 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo, e un successo che continua ancora oggi, che la conferma come una delle cantautrici più genuine e originali della sua generazione.

2 Giugno 1959: a Rochester (stato di New York) nasce Lydia Koch, in arte Lydia Lunch.  Cantante, poetessa e scrittrice, attraversa la scena newyorkese no-wave collaborando con gruppi come Teenage Jesus & The Jerks, 8-Eyed Spy, Siouxsie, ed espandendo la sua arte performativa a Sonic Youth, Nick Cave, Henry Rollins e Cypress Grove. Artista a tutto tondo, ha recitato anche in alcuni film sperimentali, ha inciso album parlati, e si è occupata di fotografia e poesia.

3 Giugno 1897: a New Orleans nasce Lizzie Douglas, in arte Memphis Minnie. Lizzie, dopo una parentesi a Memphis, approda poi a Chicago, e diviene una stella: una delle pochissime donne a suonare il blues (e non solo a cantarlo), proporre un blues rurale, meridionale, aggiornato ai criteri urbani: Bravissima chitarrista (si narra che, in un contest, abbia umiliato l’abilissimo Billy Broonzy), voce potente, grande capacità interpretativa e ironia sferzante, Minnie spopola dal ’29 fino a tutti gli anni Cinquanta. Nella sua ampia discografia troviamo gemme come “When the Levee Breaks”, “Me and My Chauffeur Blues”, e “Bumble Bee Blues”.

4 Giugno 1967: l’album “Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band” dei Beatles raggiunge il primo posto della classifica inglese, dove rimarrà per 23 settimane. E Jimi Hendrix, durante un concerto al Saville Theatre di Londra, proprio quella sera, sorprende tutti con una versione improvvisata del tema guida dell’album: fra il pubblico, gli attoniti George Harrison e Paul McCartney.

5 Giugno 1947: a Chicago nasce Laurie Anderson. Violinista, negli anni Settanta si dedica alla Performance Art utilizzando strumenti come il “tap-bow violin” (un violino con una testina al posto delle corde, e un nastro magnetico in quello dell’archetto), e il “talking stick” (una sbarretta metallica colmata di sensori e circuiti). Nel 1981 diventa popolare col singolo minimalista “O Superman“: ma non smette di percorrere una strada molto personale, fatta di collaborazioni con William S. Burroughs, Wim Wenders, Brian Eno, Peter Gabriel, Philip Glass, John Zorn e Lou Reed, che sposa nel 2008.

6 Giugno 1991: esce, nel Regno Unito, il primo numero di “Kerrang!“, rivista dedicata – almeno all’inizio – specificamente a heavy metal e punk. Il titolo è onomatopeico, ed evoca il suono prodotto da un power chord su una chitarra elettrica.

7 Giugno 1967: a Santa Monica (California) nasce Dave Navarro. Dave inizia a suonare la chitarra a 12 anni: nel 1985, assieme a Perry Farrell, fonda i Jane’s Addiction e, dopo la fine della leggendaria band losengelina, nel ’93 approda ai Red Hot Chili Peppers, in sostituzione del fuoriuscito Jack Frusciante, dove comunque rimarrà per un solo album. Fra riunioni dei Jane’s, collaborazioni con artisti del calibro di Marylin Manson, Alanis Morissette e Flea, la conduzione di un reality show, la gestione di una rubrica di critica cinematografica e altre attività ludiche (fra cui il matrimonio con Carmen Electra… slurp) non si può certo dire che il buon Dave possa annoiarsi!

Blogger tag

Terminata la rubrica temporanea “Canta che ti passa”, prima di riprendere il ritmo pre-lockdown aderisco alla proposta del blog Serial escape, e provvedo ad elencare le risposte alle sue 6 domande, tutte incentrate sull’arte e la follia di “fare il blogger”.

Le mie risposte saranno quelle di un neofita, avendo aperto il mio blog da poco più di 16 mesi: ma andiamo!

  1. Perché hai aperto un blog? Mah, soprattutto per due motivi: a) trovare qualche altro appassionato di musica come me…ma non troppo come me! In fondo si comunica non solo per guardarsi allo specchio, ma anche per imparare cose nuove. E di cose nuove, nei blog con cui pian piano sto venendo in contatto, ne ho trovate, e di gustose. b) per esercitare la mia scrittura, imparare la sintesi (tendo infatti a parlare e scrivere troppo), e – con la scusa di scriverci su – approfondire gruppi, generi e album che conosco poco.
  2. Qual è l’articolo di cui sei più orgoglioso? Il primo, quello su Ivan Graziani, perchè… appunto, è stato il primo, e ci ho messo un po’ di coraggio; quello su Bill Fay, perché legato a un momento di superamento del dolore; e il “Vaffa Day”, molto liberatorio!
  3. Qual è il tuo articolo più visualizzato? Quello su “Scacchi e musica”: un po’ inaspettatamente, anche perché a fronte di oltre 200 visualizzazioni (per me, un record!) ha racimolato 1 like e 1 commento… Si vede che non piace: oppure è consultato come mero mordi-e-fuggi.
  4. Il tuo blog si è trasformato rispetto agli inizi? Pian piano sì: ho imparato ad essere più conciso, meno “impostato” e più free.
  5. Qual è il tuo prossimo obiettivo da raggiungere col blog? Pur mantenendo l’impostazione originale, ogni tanto evadere dalla “musica” per parlare anche di altro, come cinema e attualità.
  6. Consigli alle persone di aprirsi un blog? Se vogliono sbattersi e avere meno tempo libero sì! Ma alla fine ne val la pena, dai…

Ciao!

Domani avvenne: da lunedì 25 maggio 2020 a domenica 31 maggio

25 Maggio 2005: l’ufficio dello sceriffo di Alameda (California) chiude ufficialmente il caso dell’omicidio di Meredith Hunter. Il fatto è noto: durante l’Altamont Free Concert del 1969, nel pieno della performance dei Rolling Stones, il diciottenne afroamericano Hunter – in preda a deliri allucinogeni – è colpito a morte da Alan Passaro, un membro degli Hell’s Angels, biker incautamente assunti dagli Stones come servizio d’ordine. Passaro – che avrebbe agito per autodifesa – è presto assolto; una successiva linea d’indagine, che voleva verificare la presenza di un secondo assalitore, è chiusa appunto nel 2005. I resti di Hunter riposano in una tomba anonima allo Skyview Memorial Lawn Cemetery di Vallejo.

26 Maggio 1920: a Jamestown (North Dakota), da una famiglia di emigrati scandinavi, nasce Norma Deloris Egstrom. A 17 anni fugge da casa: cantante dilettante, è notata da Benny Goodman ed entra nella sua band. Col nome d’arte di Peggy Lee nel 1944 inizia una carriera solista (cantante, ma anche attrice) di splendida fortuna: la sua voce e il suo stile sono perfetti e cristallini, al pari di quello delle immense Sarah Vaughan e Ella Fitzgerald. Fra le sue canzoni più famose, “Mañana”, “Why Don’t You Do Right?” e la sensualissima “Fever“… Canzone originariamente cantata da Little Willie John: vocalist che – guarda il caso – morirà proprio il 26 Maggio 1968, al quarantottesimo compleanno della Lee.

27 Maggio 2017: a Richmond Hill (Georgia) muore Greg Allman, chitarrista, organista, autore e voce principale (e che voce…) del gruppo souther rock Allman Brothers Band. Dopo aver lottato duramente per anni contro l’epatite C, e una successiva crisi respiratoria (e la dipendenza da farmaci), ci lascia a 70 per un tumore al fegato. Al funerale, centinaia di fans – vestiti in jeans e magliette, su espressa richiesta dello stesso Gregg – e l’ex presidente Jimmy Carter.

28 Maggio 1910: a Linden (Texas) nasce Aaron Thibeaux Walker. Dal 1920 al ’23 Aaron guida il grande bluesman cieco Blind Lemon Jefferson, amico di famiglia, per le strade di Dallas, e nel ’36 getta l’ancora a Los Angeles in cerca di fortuna. Assunto il nome d’arte di T-Bone Walker, elabora uno stile per chitarra elettrica costruito a somiglianza dei fiati, liquido, veloce e affine al jazz, e soprattutto moderno. A capo di una band di otto elementi, elegante e raffinato, con baffetti alla Clark Gable, ama stupire la platea con provocazioni impertinenti, strusciando la chitarra contro il corpo, tenendola dietro la schiena, o sfoggiando spaccate degne di un ginnasta… Proprio come  farà, vent’anni dopo, Jimi Hendrix. Famosissima la sua “Stormy Monday“.

29 Maggio 1963: a Birmingham (UK) nasce Bayley Alexander Cooke, in arte Blaze Bayley. Cantante e autore, leader del gruppo metal Wolfsbane, nel 1994 si unisce come vocalist agli Iron Maiden, subentrando a Bruce Dickinson, che ha appena lasciato per dedicarsi a progetti personali. Nei Maiden rimarrà fino al 1999, incidendo due album: mal sopportato da alcuni membri del complesso, lascia il posto al rientrante Dickinson, e intraprende una carriera solista di alterna fortuna, fra ottimi risultati (“Silicon Messiah”) e rovinose cadute.

30 Maggio 1924: a L’Avana (Cuba) nasce Armando Peraza. Boxeur e giocatore di baseball dilettante, passa presto alla professione di percussionista nelle piccole band della capitale; nel 1949 emigra a New York al soldo di Charlie Parker, poi giunge in California, dove suona con Dizzy Gillespie, Charles Mingus e Dexter Gordon. Dal 1954, e per 12 anni, assieme al pianista George Shearing, Armando – in qualità di conguero e bongocero – diventa una delle stelle della craze afro-cubana: e a 48 anni, nel 1972, approda alla corte di Carlos Santana, dove rimane per circa un ventennio, scrivendo anche 16 canzoni, e collaborando in modo decisivo al periodo più eclettico del grande chitarrista.

31 Maggio 1999: a soli 36 ci lascia Massimo Riva. Chitarrista, cantante e autore, è noto ai più per la storica partnership con Vasco Rossi, e per la partecipazione alla Steve Rogers Band. Sono sue le musiche di successi vaschiani come “Non mi va”, “Vivere una favola”, “Vivere”, “Stupendo” e “Un gran bel film”. Muore nel suo appartamento in pieno centro storico di Bologna a causa di una crisi respiratoria, in seguito a un’iniezione fatale di eroina.