Animals – “Before We Were so Rudely Interrupted”

Prima di aver sentito “House of the Rising Sun”

A volte capita di partire dal fondo, e di risalire le correnti come un salmone. Come quando, tanti anni fa, ebbi in regalo la cassetta di “Before We Were so Rudely Interrupted” degli Animals.

Degli Animals avevo già sentito parlare, ed Eric Burdon lo avevo pure visto, al Pistoia Blues Festival del 1989: ma ero troppo occupato a rimirare i frikkettoni superstiti, e ad aspirare clandestinamente la Maria che saturava Piazza del Duomo, per prestarci realmente caso… E così il destino pensò di metterci una pezza.

Perché degli Animals è difficile fare a meno. La ricetta è semplice, ma assolutamente efficace: attingere dal catalogo folk e blues di lingua inglese la giusta canzone e trasportare il tutto sull’organico di piccolo complesso rock, imponendo al sound dell’originale, di per sé aspro e dimesso, uno stile epico e ribelle, immerso nelle evoluzioni maestose dell’organo di Price e nella teatralità dell’ugola di Burdon. La loro lettura di “The House of the Rising Sun”, datata 1964, hit transatlantico di enorme successo, è al 122° posto nella mitica chart di Rolling Stones Magazine, è il primo hit non-Beatles della British Invasion, e con ogni probabilità apre le porte al folk-rock. Continua a leggere “Animals – “Before We Were so Rudely Interrupted”” →

Domani avvenne: da lunedì 11 maggio 2020 a domenica 17 maggio

11 Maggio 1941: a Newcastle upon Tyne (UK), opprimente città carbonifera e porto di mare, nasce Eric Burdon. Eric conosce il blues americano grazie ai dischi importati da un vicino di casa, marinaio sulle tratte transatlantiche, e se ne innamora: la storia di Burdon, nel 1962, si lega a doppio filo a quella degli Animals, guidato dell’ottimo organista Alan Price, in cui assume il ruolo di cantante… Ed è un vocalist dallo straordinario timbro e dalla furiosa presenza scenica, come testimonia l’impressionante performance del classico “The House of the Rising Sun”. Un cantante da applausi, il classico “bianco dalla voce nera”.

12 Maggio 1940: ad Harlem, New York, vede la luce Norman Whitfield. Produttore discografico, paroliere e autore, è uno degli artefici del “Motown Sound“: a lui si devono veri e propri capolavori del Soul, come “Ain’t Too Proud to Beg”, “(I Know) I’m Losing You”, “I Heard It Through the Grapevine”, “Cloud Nine” e “Papa Was a Rollin’ Stone”, passati a turno ai vari artisti di casa.

13 Maggio 1996: le prevendite dei concerti degli Oasis a Knewborth e a Loch Lomand, per un totale di 330.000 biglietti, vanno esaurite in solo nove ore… Un vero e proprio record.

14 Maggio 1976: il cantante, chitarrista e armonicista Keith Relf, noto per la sua permanenza negli Yardbirds, di cui è uno dei fondatori, muore all’interno della sua abitazione, a Londra, per un corto circuito causato dalla sua chitarra elettrica. Aveva solo 33 anni.

15 Maggio 1948: a Woodbridge (UK) nasce Brian Peter George St. John le Baptiste de la Salle Eno, per gli amici Brian Eno! Durante gli studi si appassiona alla musica e – cosa assai indicativa delle sue future aspirazioni – nelle prime esperienze usa un magnetofono… Ispirato dalla musica contemporanea, ma senza abbandonare velleità di grafico e tecnico multimediale, nel 1971 assieme a Phil Manzanera e Bryan Ferry fonda il gruppo glam e art-rock Roxy Music. Oltre a un’intensissima carriera solista, caratterizzata da esperimenti ambient ed elettronici, e che hanno influenzato la new wave e la new age, ha collaborato in modo spesso decisivo con John Cale, David Bowie, Ultravox!, Talking Heads, David Byrne e U2. Ha inoltre scritto il jingle utilizzato all’avvio del sistema operativo Windows 95!

16 Maggio 2010: a Houston (USA) ci lascia Ronald James Padavona, in arte Ronnie James Dio. Cantante e autore di ambito rock-metal, è stato il vocalist del periodo d’oro dei Rainbow: dopo una breve collaborazione coi Black Sabbath, ha intrapreso una carriera solista di ottimo livello, terminata nel 2010 a seguito di un cancro allo stomaco.

17 Maggio 1965: a Mercer (Pennsylvania) nasce Trent Reznor. Precoce talento musicale, inizia presto a militare in diversi gruppi della scena underground di Cleveland: nel 1989 fonda il gruppo industrial-metal Nine Inch Nails, di cui è il principale autore, produttore, cantante e strumentista, e unico membro fisso. Alla sua attività con i Nails ha affiancato anche la scrittura di colonne sonore: quella di “The Social Network” ha vinto il Golden Globe e il Premio Oscar.