Stranezze a 33 giri #2 – Il vinile termocromico

Ciao a tutti. Come state? Calduccio eh! Di recente ho visto un video in cui un tipo rompeva un uovo su una pietra lasciata al sole, e l’uovo cuoceva… E – col pensiero alla mia rubrica “Stranezze a 33 giri”, ferma da oltre due mesi – mi sono chiesto se i vinili potessero patire il caldo: ma soprattutto se esistessero vinili costruiti apposta per modificarsi a causa del calore. La risposta, ovviamente, è “si“, anche se con parecchi “se” e “ma”: ed ecco il resoconto di questa bizzarria.

Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #2 – Il vinile termocromico” →

Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: parole che non tornano

Ciao a tutti. Prende oggi il via una nuova rubrica, chiamata “Stranezze a 33 giri“, e dedicata a curiosità, particolarità e – appunto – stranezze del mondo del vinile (o del mondo della musica digitale). Inizio questa serie (che, al momento, non so ancora quante puntate occuperà) con una tipologia che ho voluto chiamare “karaoke concettuale“: seguitemi, e capirete. Continua a leggere “Stranezze a 33 giri #1 – Il karaoke concettuale: parole che non tornano” →

Congelateli tutti! – I Metallica e il giro del mondo in 7 continenti

Ciao a tutti. Questa piccola storia è diretta a tutti voi: ma, in particolare, a quelli che di voi più amano la geografia, i record, e il “metallo pesante”.

Iniziamo da una domanda: quanti sono i continenti della Terra? La risposta non è univoca: per la scuola europea i continenti sono sei (America del Sud e America del Nord sono considerate un unico corpus), per il Comitato Olimpico sono cinque (non c’è l’Antartide), per la tradizione anglosassone invece sono sette: Europa, Asia, Africa, America del Sud, America del Nord, Oceania e Antartide… E poi ci sono altri modelli: a quattro, di nuovo a cinque (ma unendo Asia e Europa), e così via. Ma fermiamoci al modello a sette: perché è da questo presupposto che, nel 2013, i Metallica decidono di tentare una sfida finora mai riuscita… Suonare in tutti e sette i continenti: e nello stesso anno solare! Continua a leggere “Congelateli tutti! – I Metallica e il giro del mondo in 7 continenti” →

Verso l’infinito: la scala Shepard

Ciao a tutti. Oggi passo subito al dunque, e vi parlo di un particolare effetto sonoro che, nella storia della musica contemporanea – e in quella del pop-rock – fa ogni tanto capolino… Magari con discrezione, ma sempre creando sorpresa e inquietudine: la Scala Shepard (in inglese, “Shepard Tone“). Un qualcosa che vi invito a scoprire e che, vedrete, in qualche modo conoscete già. Cercherò di non essere troppo tecnico: anche perché non sono un esperto, ma un semplice appassionato.

La Scala Shepard è un’illusione sonora individuata dallo scienziato cognitivo statunitense Roger Shepard: un effetto prodotto ad arte e che crea l’illusione di un tono che cresce (o decresce) “eternamente”. Illusione, certo: nessun suono può crescere in altezza all’infinito ed essere udito indefinitamente (anche per i limiti del nostro apparato uditivo)… Eppure, grazie alla Scala Shepard, è questo l’effetto che l’ascoltatore percepisce. Continua a leggere “Verso l’infinito: la scala Shepard” →

Il Blues del Pompinaro – Mai scherzare con gli Stones!

Ciao a tutti. Approfitto di questo strano giorno – il 29 Febbraio – per raccontarvi una storia un po’ particolare: e, come si può intuire dal titolo del post, che evoca immagini vaghe di una certa impudicizia… 🙂

Dunque, è il 1971, e i Rolling Stones – dopo anni di fedeltà alla scuderia discografica Decca – hanno appena fondato una loro etichetta, dal fantasioso nome di “Rolling Stones Records”: il primo lavoro stampato in proprio è l’album “Sticky Fingers“… Uno dei loro 33 giri più importanti, e per vari motivi: in primis per la scaletta, che contiene classici assoluti come “Brown Sugar”, “Bitch”, “Wild Horses” e “Sister Morphine”; in secondo luogo per l’iconica copertina, ad opera di Andy Warhol, che mostra un dettaglio di un paio di jeans con un bel rigonfiamento all’altezza dei genitali (nelle prime stampe, la cerniera era anche apribile!); e in terza istanza, per la questione del “45 giri perduto” (così lo chiamo io). E qui arriviamo al pompino del titolo…  Continua a leggere “Il Blues del Pompinaro – Mai scherzare con gli Stones!” →

La canzone che mi passa per la testa: tarli musicali e notti insonni

“Sarà capitato anche a voi di avere una musica in testa…“: così cantava Mina (e così cantava Sylvie Vartan!) nel 1968. Non so a voi, ma a me succede: proprio come racconta il testo di Antonio Amurri, “la cantavo stamattina appena sveglia, e cantandola ho pensato che non è poi tanto male“… E non necessariamente è un qualcosa sentito la sera prima, o che ha per me qualche evidente significato. A volte sono canzoni che amo, altre cui sono indifferente, e altre che non ho proprio idea da che cavolo di cassetto mnemonico escano fuori… E’ vero che per me la musica è importante: ma che al risveglio mi ritrovi a canticchiare a tradimento “Rock Me Amadeus” di Falco è ben strano, eh!

Il problema è che a volte queste canzoni si installano come un virus, e non se ne vanno: ” Però se va avanti così finisce che questa canzone diventa una tale ossessione“, dice a proposito il poeta. E passo tutta la giornata a canticchiare: a mente, borbottando, a volte anche a mezza voce. Per un po’ sembra che passi e poi niente, ritorna! Il fenomeno dei cosiddetti “tarli musicali” è noto e comune a molti: ma non ho mai investigato più di tanto cosa possa significare a livello profondo. Nel bel cartoon “Inside Out“, se non ricordo male, gli autori se la sbrigano spiritosamente, suggerendo che sia colpa dei dispettosi omini che spostano i “mattoncini” della memoria: ma mi sa che qualche connessione con la coazione a ripetere e una (spero minima) tendenza ossessiva ce la deve avere! Continua a leggere “La canzone che mi passa per la testa: tarli musicali e notti insonni” →