Da Sun City a Israele: la musica e i boicottaggi (prima parte)

Il 16 ottobre 1985 esce sul mercato un disco un po’ particolare: “Sun City“. La copertina – un sole rosso fuoco su sfondo nero, imprigionato da un filo spinato – e la dicitura sottostante – Artists United Against Apartheid – lasciano subito intuire molte cose… Cose che per me e i miei coetanei erano ben note, e che trovavamo spesso messe all’ordine del giorno, in tv o sui giornali: il regime segregazionista sudafricano. E la volontà di un gruppo di artisti di far sentire la propria voce contro questo stato di fatto. Un’azione politica condotta con gli strumenti della musica che coinvolse numerosi artisti, ne lasciò fuori altri, ottenne risultati e suscitò reazioni.

Cose analoghe stanno accadendo in questi ultimi anni a proposito della questione Gaza e Israele: Analoghe nel metodo, dunque, ma non identiche: anzi, profondamente diverse. In questo post, che si articola in due puntate, vi parlerò di questo: di quello che fu col Sudafrica, e di quello che è con Israele; delle azioni proposte dal mondo delle popstar; e delle (poche) similitudini e delle (molte) differenze. È un discorso complesso, dove è facilissimo cadere nella retorica e nella semplificazione: forse procedere per punti è la cosa migliore, cosa ne dite? Pronti? Si va. Continua a leggere “Da Sun City a Israele: la musica e i boicottaggi (prima parte)” →