I miei vinili: #4 – Vhs, Dvd e universi paralleli

Sì, Vhs e Dvd: perché “i miei vinili”, così come già reso evidente dai capitoli precedenti, non parla “solo” di vinili! E, dopo le cassette, i dischi e i cd, dico qualche parola sulla cosiddetta “musica da vedere”: e qui intendendo quella parte della mia abborracciata collezione fatta da vecchie vhs, DVD e similari, ovviamente a tema musicale.

Come ho già raccontato a suo tempo, uno dei primissimi video che mi legò per ore e ore davanti alla tv, come il mio concittadino Alfieri al suo albero, fu il concerto per la reunion dei Deep Purple Mark 2, trasmesso su Rai3, col running comment di Paolo Zaccagnini… Un concerto che registrai e rividi da solo, con gli amici, di nuovo da solo e così via (la famosa “coazione a ripetere” :-)): nulla di artisticamente ineccepibile, ma vaglielo a dire, a quel diciottenne là!

Altro capitolo fondamentale della saga “una vhs per amico” fu la messa in onda – e relativa registrazione – di alcuni concerti del Pistoia Blues Festival del 1988: Johnny Winter, Ron Wood, Louisiana Red, ma soprattutto Stevie Ray Vaughan, il mitico SRV… Una visione che ebbe per me l’effetto che deve aver avuto per i pastorelli della nota cittadina pirenaica l’apparizione della Madonna. Una performance che conosco a menadito, rovente, torrida, pazzesca: e, infatti, vari video girano ancora oggi sul Tubo, e ne hanno pure ricavato un bootleg (che, manco a dirlo, ho!).

La trilogia delle mie sacre Vhs si chiude con “Live After Death” degli Iron Maiden, anche qui registrato da una messa in onda serale di (mi pare) Italia1… E, nuovamente, consumata a forza di visioni, da solo o in compagnia.

Ho rimesso mano a queste Vhs durante il “vero” lockdown, quello della primavera 2020: occasione in cui ho backuppato su DVD artigianali un po’ di roba, prima che il nastro seccasse, o si smagnetizzasse. E così sono saltate fuori tante altre cose, tutte rigorosamente registrate dalla tv, e che hanno messo a dura prova le testine magnetiche del videoregistratore, come “Paolo Conte a Amsterdam“, lo storico documentario del ’73 su Jimi Hendrix, il “Freddie Mercury Tribute” del ’92 (che, trasmesso in Italia da MTV, contiene performance poi tagliate dalle successive edizioni digitali… tiè!), “The Stones in the Park“, “Pink Floyd: Live at Pompeii“, un concerto di De Andrè (su cui, la sera della sua morte, piansi sincere lacrime), una pletora di brevi filmati presi da programmi sparsi, e poi il mio guilty pleasure3 vhs zeppe di videoclip heavy metal del periodo 1985-’87, tutti pescati dalla ri-trasmissione italiana della striscia settimanale “The Power Hour“, in originale edita dal canale satellitare “Music Box”: tamarri uber alles!

Ovviamente, dopo le vhs vennero i dvd: quelli ufficiali, e quelli duplicati… E, ancor più recentemente, il mondo del web: qualunque cosa sia stata filmata e conservata è ormai a disposizione, e filmati per cui anni fa avrei sbavato ora sono a portata di un semplice clic. La visione di una performance ti dà cose che l’ascolto non darà mai: apprezzi meglio la “manualità” del suonare, ovvio, ma soprattutto entri in sintonia con quello che da sempre è uno dei punti hot del rock: la fisicità, il corpo. L’esplosione del fenomeno Presley avvenne proprio quando i teenager lo videro in tv: e per i Beatles (in America) fu uguale. Ammirare i propri eroi in azione, soprattutto quando si tratta di artisti “vecchi”, la cui epoca d’oro è ormai alle spalle, e su cui si è costruita una piccola mitologia personale, è un’esperienza mistica.

Ma, come ogni svelamento, vedere può anche togliere. Levare concentrazione sulla musica, innanzitutto: guardare le mani di un chitarrista, le smorfie di un cantante o il sudore di un batterista allontanano la mente e il cuore dalla più immateriale delle arti. Ma, soprattutto, togliere mitologia: accorgersi che il mangiatore di pipistrelli Ozzy è un signore paffutello per nulla minaccioso, che John Deacon sul palco ha la stessa vitalità di mia madre, o che il divino Terry Kath sembra una comparsa di “Animal House” non è la miglior pubblicità allo storico motto “sex & drugs & rock’n’roll”…

Nel mio caso, l’effetto più impressionante è quello di uno sdoppiamento: fra il gruppo ascoltato con devozione senza lo straccio di un supporto visivo, e di conseguenza idealizzato; e quello poi visto in video, calato nel mondo concreto e, in un certo senso, banalizzato. Tanto per capirci: i Deep Purple sognati e immaginati all’ascolto di “Made in Japan” sono una cosa; e quelli all’opera nei vari filmati d’epoca – della stessa epoca, e dello stesso tour, ma visti anni dopo – un’altra! Divini i primi, e divini i secondi: ma, per me, sono band di due universi paralleli. E così per tanti altri: Led Zeppelin, Clapton, Santana, Pink Floyd…

Tutta colpa della distanza temporale intercorsa fra i primi, devotissimi, ascolti, e le (spesso di molto) successive visioni: uno iato tecnologico specchio della mia non più giovane età, ma che mi ha regalato tanto… Ho dovuto mettere l’immaginazione al potere, non c’era altra scelta. Per fortuna, aggiungo.

3 pensieri riguardo “I miei vinili: #4 – Vhs, Dvd e universi paralleli

  1. Concordo sul tuo post ! Di VHS, in questa casa, nemmeno l’ombra ma ho praticamente tutti i concerti di Peter Gabriel in DVD !
    Che dire ! C’è poco da dire se non applaudire dopo continue visioni degli stessi concerti !
    A proposito di emozioni che scaturiscono dai filmati musicali, vorrei segnalarti questo concerto che ho trovato su You Tube di Regina Spektor. Probailmente non è il tuo genere, ma questa cantautrice ha del talento da vendere e questo concerto è bellissimo !
    Ciao.

    https://www.bing.com/videos/search?q=regina+spektor+2016+-+live+on+soundstage&docid=608033172946504271&mid=F45D6E76ACE5FAE378CAF45D6E76ACE5FAE378CA&view=detail&FORM=VIRE

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    1. Ho sentito solo qualche parte, ovviamente, è bello lungo e oggi (come quasi sempre) il tempo è quel che è… Non è propriamente il “mio genere” (anche se spazio moltissimo), ma si sente subito che la voce c’è, e il talento pure! Con calma mi riservo di approfondire, c’è sempre così tanto da scoprire. Grazie per la segnalazione!

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